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Situato a solo un’ora di auto a sud est di Firenze, il Casentino è una piccola gemma preziosa della Toscana tutta da esplorare. Qui troverete un pò di tutto: pensate soltanto ai vigneti, agli oliveti, alle foreste, alla pasta fatta a mano, alla storia ed ai castelli medievali. Non sto parlando dei castelli delle fiabe come quello di Cenerentola, ma di vere e proprie torri con ponti levatoi. E’ qui che vorrei portarvi nei miei prossimi articoli, farvi fare un tuffo nella storia, nelle tradizioni e nel folclore del Casentino e dei suoi castelli. Prima di saltare da un castello all’altro insieme, vorrei condividere con voi alcune informazioni che potrebbero aiutarvi a completare il quadro d’insieme del Casentino. Cominciamo con un pò di storia. Molto prima che i Romani conquistassero questa valle, vi erano gli Etruschi, che hanno lasciato segni evidenti del loro passaggio. Nonostante fosse un popolo con una grande cultura, in termini di lasciti scritti vi è rimasto ben poco, ad eccezione delle iscrizioni funerarie e dei nomi delle città. Molte delle città il cui nome termina in -ena o -ana (Romena, Subbiano, Porciano) risalgono, infatti, ad antichi possedimenti etruschi. Ma se andiamo ancora indietro nel tempo, prima che arrivassero gli Etruschi, questa valle era un lago preistorico, i cui segni sono rintracciabili nei fossili trovati sulle rocce e nei sedimenti. Ad ogni modo, se i resti preistorici non fanno per voi, ci sono molti altri modi attraverso i quali questa valle ha lasciato il segno su Firenze. Basta osservare attentamente le vorticose correnti del fiume Arno mentre attraversate Ponte Vecchio e vedrete un pezzo di Casentino galleggiare proprio davanti a voi. Questo fiume, che nasce sul Monte Falterona sopra Stia, scorre verso sud per circa 40 chilometri (toccando appena la città di Arezzo) prima di invertire bruscamente rotta dirigendosi verso Firenze. Agli abitanti di Firenze, che ancora oggi nutrono un profondo rancore nei confronti della città di Arezzo, piace pensare che il fiume abbia volontariamente scansato la città preferendo andare verso Firenze. E sebbene sia fisicamente più vicina ad Arezzo, potreste disegnare una linea lungo i confini di Poppi e vedreste una chiara lealtà nei confronti di Firenze. La diocesi di riferimento è quella di Firenze, il dialetto ha uno tendente accento fiorentino ed anche le tradizioni, la cucina ed il folclore popolare rendono onore alla città di Firenze. E tutto questo solo per un paio di battaglie perse durante il 1300 e il 1400…Figuriamoci!! Non è solo l’Arno ad aver lasciato il segno. Se guardate la cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze, non vedrete soltanto un capolavoro architettonico, ma anche il legname raccolto nelle foreste del Casentino dai monaci di Camaldoli, che per l’appunto scesero lungo l’Arno. O se cercate refrigerio all’ombra di Palazzo Vecchio, lo farete sotto una copia del Castello di Poppi (in scala molto più piccola ovviamente). O se ammirate l’affresco di Taddei Gappi a Santa Croce, ammirerete il lavoro di un artista che per prima onorò la terra del Casentino. Persino Michelangelo proviene dalle colline sopra la valle del Casentino. Per cui, non rimangono dubbi sul fatto che questa terra racchiuda in sè un bel pò di storia. Se vi trovate a viaggiare per l’Italia, ovunque andiate, è sempre meglio farsi un’idea dei posti che visiteremo, sia da un punto di vista geografico che gastronomico. Questa parte della Toscana è molto conosciuta per le sue carni grigliate, la pasta fatta a mano, i funghi porcini, le castagne e la schiacciata. In particolare, i tortelli di patate sono un piatto abbastanza comune da queste parti: sono come i ravioli di spinaci ma con uno squisito ripieno di patata. I funghi porcini sono considerati il fiore all’occhiello del Casentino, e durante la stagione della raccolta, le persone del luogo fanno a gara a mantenere segreti i luoghi dove crescono e si nascondono nel bosco. Formaggio pecorino, salumi toscani o italiani in genere e schiacciata (a volte chimata anche focaccia) sono un MUST che dovete assolutamente provare. Ad ogni modo, è difficile inciampare in un ristorante poco buono nel Casentino, dato che sono ancora molto più frequentati dagli italiani che dai turisti, per cui troverete piatti genuini e sapori autentici